Nel corso degli ultimi anni, Netflix è passato da un servizio di streaming relativamente economico a un abbonamento che può incidere in modo significativo sul budget mensile. Nel 2017 bastava una cifra contenuta per guardare film e serie TV, mentre nel 2026 gli utenti devono scegliere tra diversi piani, valutare la presenza della pubblicità e considerare le regole che disciplinano la condivisione dell’account. Per chi utilizza anche altre piattaforme, come Disney+, Prime Video o NOW, il costo complessivo degli abbonamenti può diventare ancora più elevato.
Ma quanto è cambiato davvero il prezzo di Netflix dal 2017 al 2026? E soprattutto, come si può pagare meno senza rinunciare al proprio catalogo di film e serie TV preferiti? Per rispondere a queste domande, è utile confrontare i vecchi listini con quelli attuali, capire quali caratteristiche sono cambiate e conoscere le soluzioni disponibili per ridurre la spesa. Tra le alternative da valutare c’è anche Together Price, una piattaforma che aiuta a organizzare la condivisione degli abbonamenti e la suddivisione delle quote tra partecipanti, secondo le condizioni previste dai servizi coinvolti.
Quanto costava Netflix nel 2017?
Nel 2017 Netflix proponeva in Italia tre piani principali, con prezzi mensili decisamente inferiori a quelli di alcune delle formule disponibili oggi. Il piano Base costava 7,99 euro al mese, lo Standard aveva un prezzo di 9,99 euro al mese, mentre il Premium costava 11,99 euro al mese. La differenza tra le formule riguardava soprattutto la qualità video e il numero di dispositivi che potevano riprodurre i contenuti contemporaneamente.
Il piano Base era pensato per chi voleva spendere il meno possibile e si accontentava di una qualità video inferiore. Lo Standard rappresentava una soluzione intermedia, mentre il Premium era rivolto a chi desiderava una qualità superiore e la possibilità di guardare Netflix su più schermi nello stesso momento. All’epoca non esisteva ancora l’attuale piano Standard con pubblicità, che oggi rappresenta la porta d’ingresso più economica al servizio.
Il prezzo, però, non era l’unico elemento che rendeva Netflix interessante. Il catalogo cresceva rapidamente, la piattaforma investiva nelle produzioni originali e il modello di streaming on demand stava cambiando le abitudini di visione degli italiani. Per molti utenti, un abbonamento mensile costituiva un’alternativa conveniente rispetto all’acquisto di singoli film o ad altri sistemi di intrattenimento a pagamento.
Quanto costa Netflix nel 2026?
Nel 2026, il listino italiano consultato prevede tre piani principali: Standard con pubblicità, Standard e Premium. Le tariffe sono rispettivamente di 6,99 euro, 13,99 euro e 19,99 euro al mese. Le caratteristiche sono cambiate nel tempo, quindi il confronto con il 2017 deve considerare non soltanto l’aumento dei prezzi, ma anche le differenze tra le formule disponibili.
Il piano Standard con pubblicità costa 6,99 euro al mese e permette di guardare contenuti in Full HD, accettando interruzioni pubblicitarie e alcune limitazioni nella disponibilità dei titoli. Il piano Standard costa 13,99 euro al mese, offre una risoluzione fino a 1080p e non prevede pubblicità durante film e serie TV. Il Premium, invece, costa 19,99 euro al mese e comprende la qualità 4K Ultra HD con HDR, oltre alla possibilità di utilizzare fino a quattro dispositivi contemporaneamente.
Per verificare le caratteristiche aggiornate, è possibile consultare direttamente la pagina ufficiale Netflix dedicata ai piani e ai prezzi. Le tariffe possono cambiare e conviene controllarle prima di sottoscrivere un nuovo abbonamento o modificare quello esistente.
Netflix 2017 vs 2026: il confronto dei prezzi

Il confronto tra i due periodi evidenzia una crescita importante soprattutto per chi vuole guardare Netflix senza pubblicità e con la qualità video più elevata. Nel 2017 il Premium costava 11,99 euro al mese, mentre nel 2026 il Premium arriva a 19,99 euro. La differenza è di 8 euro al mese, pari a un aumento di circa il 66,7% rispetto al prezzo storico.
Anche il piano Standard è diventato più costoso: dai 9,99 euro mensili del 2017 si è passati ai 13,99 euro del 2026, con una differenza di 4 euro al mese, cioè circa il 40%. Questi confronti riguardano il prezzo nominale e non tengono conto dell’inflazione, delle variazioni del catalogo o delle modifiche alle caratteristiche dei piani.
| Piano o confronto | Prezzo nel 2017 | Prezzo nel 2026 | Differenza mensile |
|---|---|---|---|
| Base / Standard con pubblicità | 7,99 € | 6,99 € | -1,00 € |
| Standard | 9,99 € | 13,99 € | +4,00 € |
| Premium | 11,99 € | 19,99 € | +8,00 € |
La prima riga richiede una precisazione: il piano Base del 2017 e lo Standard con pubblicità del 2026 non sono equivalenti. Il primo non prevedeva la pubblicità secondo il modello attuale, mentre il piano più economico di oggi include interruzioni pubblicitarie e può presentare limitazioni su alcuni contenuti. Il prezzo più basso, quindi, non significa necessariamente che l’esperienza sia identica a quella di nove anni fa.
Quanto si spende in un anno per Netflix?
Per capire l’impatto degli aumenti, è utile moltiplicare il costo mensile per dodici mesi. Considerando tariffe costanti per tutto l’anno, nel 2017 un abbonamento Standard da 9,99 euro costava 119,88 euro all’anno. Nel 2026, lo Standard da 13,99 euro comporta una spesa teorica di 167,88 euro, con una differenza di 48 euro all’anno.
Il confronto è ancora più evidente con il Premium. Nel 2017, pagando 11,99 euro al mese, la spesa annuale era di 143,88 euro. Nel 2026, con un costo di 19,99 euro mensili, si arriva a 239,88 euro: 96 euro in più all’anno rispetto al prezzo storico.
Questi calcoli non rappresentano un’offerta annuale, perché Netflix fattura normalmente su base mensile. Sono semplicemente proiezioni utili a comprendere quanto può incidere l’abbonamento nel tempo. Se utilizzi più servizi di streaming contemporaneamente, controllare periodicamente le spese può aiutarti a individuare gli abbonamenti che sfrutti meno e quelli per cui vale la pena cercare una soluzione più economica.
Come pagare meno Netflix nel 2026
Esistono diverse strategie per ridurre il costo di Netflix, ma la scelta migliore dipende dalle tue abitudini di visione. Se guardi film e serie soltanto occasionalmente, il piano Standard con pubblicità da 6,99 euro al mese è la soluzione più economica tra quelle attualmente disponibili nel listino italiano consultato. Può essere sufficiente per chi non ha particolari esigenze di qualità video e accetta qualche interruzione pubblicitaria.
Se invece non vuoi la pubblicità, valuta se lo Standard da 13,99 euro al mese è sufficiente per te. Il Premium può essere utile per chi possiede una TV 4K, desidera la massima qualità disponibile o ha bisogno di più visioni contemporanee all’interno dello stesso nucleo domestico. Pagare il piano più costoso, però, non è sempre necessario: se non sfrutti le funzionalità aggiuntive, il passaggio a una formula inferiore può produrre un risparmio concreto.
Un’altra possibilità consiste nel controllare le offerte eventualmente proposte dagli operatori o dai partner commerciali, verificando durata, costi complessivi e condizioni di rinnovo. Infine, puoi valutare le piattaforme che organizzano la condivisione dei costi, come Together Price, prestando attenzione alle regole Netflix relative agli account extra e al nucleo domestico.
Together Price: come funziona la condivisione degli abbonamenti

Together Price è una piattaforma che aiuta gli utenti a organizzare gruppi di condivisione e a gestire la suddivisione delle quote degli abbonamenti compatibili. In pratica, chi cerca un servizio può verificare se sono disponibili gruppi a cui partecipare, mentre chi possiede un abbonamento idoneo può valutare come gestire gli eventuali posti aggiuntivi previsti dal proprio piano.
Per Netflix è fondamentale distinguere tra la condivisione con persone che vivono nella stessa abitazione e quella con utenti esterni al nucleo domestico. Netflix stabilisce che l’account non può essere condiviso liberamente con persone che vivono altrove: in molti casi, per consentire l’accesso a una persona esterna, è necessario utilizzare la funzione ufficiale Utente extra, disponibile soltanto con determinati piani e alle condizioni previste dal servizio. Il piano con pubblicità, per esempio, non consente di aggiungere utenti extra secondo le condizioni riportate nel Centro assistenza Netflix.
Together Price dichiara di aiutare a organizzare i gruppi e le quote anche per gli account extra compatibili. Prima di aderire, è quindi importante verificare il piano utilizzato, il costo finale, le commissioni della piattaforma e la modalità di accesso prevista. In questo modo puoi capire se il risparmio è reale e se l’offerta corrisponde alle tue esigenze.
Dove trovare l’offerta Together Price per Netflix
Se vuoi valutare questa possibilità, puoi consultare direttamente il collegamento dedicato che hai indicato:
Scopri l’offerta Together Price per condividere Netflix e risparmiare
Dalla pagina potrai verificare le disponibilità e le condizioni dell’offerta. Prima di partecipare a un gruppo, controlla sempre la quota mensile effettiva, gli eventuali costi di servizio e la presenza di un account extra quando necessario. Le tariffe e i posti disponibili possono cambiare, quindi è preferibile basarsi sulle informazioni mostrate al momento dell’adesione anziché su stime generiche. Netflix Premium costava 11,99 € e che oggi, nel 2026, tu paghi 11,98 € al mese grazie alla condivisione con Together Price.
Il vantaggio potenziale è semplice: se il tuo piano consente la condivisione nelle modalità previste, dividere i costi tra più partecipanti può rendere la spesa individuale più contenuta rispetto al pagamento dell’intero abbonamento. Tuttavia, il risparmio effettivo dipende dal piano, dal numero di partecipanti consentito e dalle commissioni applicate. Non è quindi corretto considerare una quota pubblicizzata come un prezzo garantito per tutti.
Conviene davvero condividere Netflix con Together Price?
La condivisione può essere interessante per chi desidera accedere a Netflix senza sostenere da solo l’intero costo di un piano più costoso. Per esempio, chi vuole il Premium per la qualità 4K può confrontare il costo dell’abbonamento individuale con la quota di un gruppo compatibile, includendo eventuali account extra e commissioni. Il confronto deve essere effettuato sul costo finale, non soltanto sulla cifra iniziale mostrata in una promozione.
Prima di procedere, controlla inoltre come viene gestito l’accesso, quali responsabilità spettano al titolare dell’abbonamento e cosa accade se un partecipante lascia il gruppo. Evita di condividere password o dati sensibili al di fuori delle modalità previste dal servizio e leggi le condizioni applicabili sia a Netflix sia a Together Price. Una piattaforma di gestione delle quote non modifica autonomamente le regole del fornitore dello streaming.
Se il gruppo disponibile non è compatibile con le tue necessità, puoi comunque risparmiare scegliendo un piano più economico, disattivando l’abbonamento nei periodi in cui non lo utilizzi oppure alternando Netflix ad altri servizi. Per confrontare anche altre piattaforme, puoi approfondire la guida di InfoDrones su come pagare NOW, utile per valutare le diverse opzioni di pagamento di un altro servizio di streaming.
Altri consigli pratici per ridurre le spese di streaming
Il modo più efficace per contenere i costi non consiste necessariamente nel cercare un unico abbonamento sempre più economico, ma nel capire quali servizi utilizzi davvero. Se paghi Netflix, Disney+, Prime Video e altre piattaforme nello stesso mese, controlla quanto spendi complessivamente e valuta se hai bisogno di mantenerli tutti attivi. Alternare gli abbonamenti in base alle serie e ai film che vuoi vedere può ridurre la spesa senza costringerti a rinunciare ai contenuti che ti interessano.
Un’altra buona abitudine è verificare le condizioni del tuo piano almeno una volta ogni pochi mesi. Potresti scoprire che stai pagando per una qualità video che non sfrutti, per più visioni contemporanee di quelle necessarie o per funzionalità che non utilizzi. Ricorda anche di controllare la data di fatturazione e di disdire tempestivamente un abbonamento che non vuoi più rinnovare.
Infine, considera il prezzo in rapporto all’uso effettivo. Un piano da 19,99 euro al mese può essere giustificato per una famiglia che guarda spesso Netflix su più schermi e sfrutta il 4K, mentre può risultare eccessivo per chi guarda soltanto uno o due contenuti al mese. Il risparmio più concreto nasce dalla combinazione tra piano adeguato, controllo delle spese e utilizzo consapevole delle opzioni di condivisione consentite.
Conclusione: Netflix costa di più rispetto al 2017, ma si può risparmiare
Il confronto tra Netflix nel 2017 e nel 2026 mostra un aumento significativo per chi sceglie i piani senza pubblicità, soprattutto per il Premium, passato da 11,99 a 19,99 euro al mese. Nel frattempo sono cambiate le formule disponibili e il piano più economico include oggi la pubblicità, quindi il prezzo non è l’unico elemento da considerare.
Per spendere meno, puoi scegliere il piano più adatto alle tue abitudini, controllare periodicamente gli abbonamenti attivi e valutare le opzioni di condivisione organizzata attraverso servizi come Together Price. Se vuoi verificare l’offerta, visita il link Together Price dedicato a Netflix e confronta il costo finale con quello del tuo abbonamento attuale.
Prima di aderire, verifica sempre la compatibilità con le regole Netflix, l’eventuale necessità di un account extra e le commissioni applicate. L’obiettivo non è soltanto pagare meno, ma scegliere una soluzione trasparente e adatta al proprio modo di guardare film e serie TV, evitando costi aggiuntivi o condizioni che non corrispondono alle proprie esigenze.





































